DAVANTI A ME

 

Rivivo sensazioni impercettibili e lontane

immerso in un ricordo vivo e insieme fragile.

Rivedo gli occhi stanchi di un taxista un po' invecchiato

con lo sguardo fisso verso grigie strade di città.

 

Santiago e' ancora lì davanti a me ma non trasuda sangue.

Detestabile il silenzio. La paura cuce bocche. Nasconde pianti e lacrime.

 

Ripercorrendo vie d’un tempo che non ho scordato

riconosco volti noti in mezzo alle fotografie

che madri coraggiose mostrano con rabbia e orgoglio

dinanzi al mondo che non sembra accorgersi di noi.

 

Non hanno avuto neanche il fegato di guardarci negli occhi

soffocando ogni speranza con il piombo ed il dolore

causando pianti e lacrime.

 

Alte uniformi e paladini della libertà

mossi come pedine da chilometri più a nord

hanno riempito scantinati di odio e di mostruosità

e adesso restano impuniti.